Calcio / No dell'Agenzia delle Entrate al piano di risanamento, il Cesena sull'orlo del fallimento

Mercoledì 20 Giugno 2018 - Cesena
Giorgio Lugaresi, presidente del Cesena: 78 anni di storia bianconera rischiano di scomparire

Il presidente Lugaresi deluso da sindaco e pochi imprenditori che lo hanno aiutato. Il direttore finanziario Dionigi: "Invieremo un'integrazione alla proposta già fatta con garanzie fideiussorie più efficaci. E' l'ultimo nostro sforzo"

L'Agenzia delle Entrate ha bocciato su tutta la linea il piano di risanamento del Cesena Calcio. Era il documento indispensabile per cercare di iscriversi al prossimo campionato di serie B dopo la salvezza ottenuta sul campo. Settantotto anni di storia bianconera stanno così scomparendo: si va verso il fallimento, con i libri in tribunale, come riportano le agenzie di stampa e le testate locali. 

"L’A.C. Cesena comunica che in data odierna è stato notificato un provvedimento di diniego da parte dell’Agenzia delle Entrate alla proposta di transazione fiscale presentata. In attesa di valutare le motivazioni addotte, la società ha sospeso la sottoscrizione agli abbonamenti alla stagione sportiva", è il testo del laconico comunicato che appare sul sito web della società.

Il patron Giorgio Lugaresi ha inviato una lunga lettera drammatica dove si è detto disperato per dipendenti e collaboratori che perderanno il lavoro. Elenca gli imprenditori che lo hanno aiutato (pochissimi) e tutti quelli che non l'hanno fatto. E' deluso del sindaco e lancia accuse a chi ha preso la decisione che rischia di portare il Cesena al fallimento. 

A far luce sulle prossime mosse, decisive per il futuro del club romagnolo, è il direttore finanziario Christian Dionigi parlando al Corriere Romagna: "Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate è negativo. Ci sono tanti rilievi, ma quello decisivo è uno: l'Agenzia delle Entrate sostiene di essere, tra i tutti i creditori coinvolti nel nostro piano di ristrutturazione fiscale, il meno garantito. In particolare per i primi 5 anni, in quanto noi abbiamo dato loro garanzie fideiussorie dal sesto al ventesimo anno. Adesso, in tempi esageratamente stretti, già nella mattinata di mercoledì, proporremo un'integrazione, la più efficace possibile, per riuscire a sanare la nostra posizione e a fornire all'Agenzia delle Entrate le ulteriori garanzie di cui necessita". I tempi sono però strettissimi, visto che entro martedì andranno anche pagati gli stipendi e senza la certezza della transazione fiscale difficilmente la società deciderà di pagarli: "L'Agenzia delle Entrate, contrariamente a quanto pensano altri, è stata velocissima e ha dimostrato grande disponibilità e oggettività. Credo quindi che i dirigenti dell'Erario, non appena invieremo loro la Pec con l'integrazione, la analizzeranno: se riterranno la nostra proposta sanante, penso che tra giovedì e lunedì ce lo faranno sapere; se invece per loro anche questa integrazione non sarà sufficiente, allora saranno ancora più veloci. E' l'ultimo nostro sforzo: speriamo che sia vincente. Io non mi arrendo ancora, nessuno dei soci vuole arrendersi. Dovremo essere bravi nell'integrazione a toccare i tasti giusti".