Camere mortuarie ospedali. Ausl Romagna: periodo di sperimentazione sino a fine 2018 senza pagare

Mercoledì 25 Luglio 2018 - Bagno di Romagna, Cesena, Mercato Saraceno, Montiano, Verghereto
Marcello Tonini, direttore generale dell'Ausl Romagna (foto d'archivio)

Soddisfatti i sindaci dell’Unione Valle Savio: "Dal 2019 ci faremo carico noi dei costi. Per la permanenza dei loro cari defunti i nostri cittadini continueranno a non pagare nulla”

Esprimono soddisfazione i Sindaci dei Comuni dell’Unione Valle Savio per la decisione dell’Azienda USL della Romagna di avviare un periodo di sperimentazione che prevede che fino alla fine del 2018 si continuerà a non pagare per la permanenza dei defunti nelle camere mortuarie degli ospedali. Dal 2019, per i Comuni di Cesena, Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Montiano, Sarsina e Verghereto sarà invece l’Unione Valle Savio a farsi carico di questi costi.

“Lo scorso 3 novembre – spiegano i sindaci di Bagno di Romagna Marco Baccini, Cesena Paolo Lucchi, Mercato Saraceno Monica Rossi, Montiano Fabio Molari, Sarsina Enrico Cangini e Verghereto Enrico Salvi – con la delibera n. 497 l’AUSL della Romagna, nel regolamentare l’accoglienza delle salme presso le sue strutture sanitarie, aveva previsto un costo giornaliero a carico dei familiari di 112 euro per la permanenza dei defunti nelle camere mortuarie degli ospedali della Romagna. Come Sindaci dell’Unione Valle Savio ci eravamo opposti con forza a questa decisione, scrivendo una nota all’Azienda stessa, il 12 dicembre 2017, per esprimere tutta la nostra contrarietà. Se è vero infatti che il servizio di accoglienza delle salme è una funzione che per legge è di competenza dei Comuni e non rientra nei compiti istituzionali di un’azienda sanitaria, è altrettanto vero che è ingiusto che nei Comuni che non dispongono di una camera mortuaria comunale, come i nostri, e si appoggiano pertanto agli ospedali per questo servizio, i parenti del defunto debbano pagare cifre che potrebbero ammontare anche a diverse centinaia di euro. Così facendo, si aggiungerebbe un ulteriore preoccupazione a famiglie già alle prese con un momento difficilissimo come è quello della scomparsa di un congiunto, e noi riteniamo invece che ciò vada evitato”.

“Siamo dunque molto soddisfatti – proseguono i sei Sindaci – della disponibilità manifestata dall’AUSL Romagna nell’ascoltare ed accogliere il disappunto che avevamo espresso in quella nota e, soprattutto, della sua decisione, dopo un lungo percorso di confronto, di dare seguito a quanto stabilito nell’Ufficio di Presidenza della CTSS della Romagna del 2 maggio scorso, e ribadito sempre nell’Ufficio di Presidenza del 12 giugno: avviare una sperimentazione che prevede che fino alla fine del 2018 si continuerà a non pagare per la permanenza dei defunti nelle camere mortuarie degli ospedali. In questo modo riusciremo a capire esattamente a quanto ammonti il costo del quale la nostra Unione dovrà farsi carico, con una contabilizzazione che concretamente avverrà dal 1° gennaio 2019. Ora – concludono i Sindaci – mentre per il servizio di vestizione e di tanatocosmesi è garantito un trattamento di assoluta equità, dal momento che ciascun familiare, come disposto dalla Regione Emilia-Romagna, potrà organizzare questo servizio per il proprio caro attraverso le agenzie di pompe funebri, per quanto riguarda l’accoglienza delle salme dei loro cari nelle strutture ospedaliere i cittadini dei nostri Comuni hanno la certezza che continueranno a non pagare questo servizio”.