Chiusura E45. Sindaco di Verghereto: "Riaprire tutte le corsie del viadotto Puleto"

Mercoledì 30 Gennaio 2019 - Bagno di Romagna, Mercato Saraceno, Roncofreddo, Sogliano al Rubicone, Verghereto
Il viadotto di Puleto, chiuso dalla Procura di Arezzo (foto d'archivio)

"Da parte della Procura di Arezzo un eccesso di precauzione, decisione dall'impatto socio-economico devastante e catastrofico"

"Noi chiederemo la riapertura totale" delle corsie del viadotto Puleto sulla E45 e non solo quelle di sorpasso, come invece chiede Anas. Perche' aprire "solo ai mezzi leggeri non e' pensabile, altrimenti non ci cambia la situazione". Visto che l'importanza di quell'arteria "e' soprattutto per le parte produttiva e quindi per lo spostamento delle merci". A dirlo, stamane, intervistato a AriaPulita sul canale 7gold e' Enrico Salvi, sindaco di Verghereto convinto che il Puleto "non sia assolutamente a rischio", e che ci sia stato, da parte della Procura di Arezzo, "un eccesso di precauzione". 

Salvi ammette che "dopo Genova, coi morti, si possa pensare tutto, ma obiettivamente andava approfondita di piu' l'indagine prima di passare a decisioni di questo tipo che hanno un impatto socio economico non differente".

Un impatto che il sindaco giudica "devastante, catastrofico", "dal punto di vista socio-economico e' piu' di quello di Genova, perche' ci sono Regioni che questo tratto attraversa e perche' noi non abbiamo le ferrovie parallele". Da Ravenna a Perugia, precisa, il collegamento e' solo su gomma. Sul territorio della E45, ricorda, le aree di servizio stanno chiudendo e ci sono aziende in crisi per il fatto che i mezzi che vanno verso la Toscana e l'Umbria fanno centinaia di chilometri in piu'. Basti pensare che dal cesenate i mezzi pesanti devono andare a Bologna, poi prendere sul'A1 verso Firenze, Arezzo, per tornare in Alta Valtiberina e poi eventualmente a Pieve Santo Stefano. E viceversa. Da Perugia, invece vanno verso Fano per poi imboccare l'Adriatica e da Rimini arrivare verso Cesena. Quanto ai cittadini ci sono gli studenti che vanno a scuola nel versante toscano e i pendolari che lavorano in Toscana.

Il primo cittadino, che ricorda di aver lavorato per tanti anni nel settore costruzioni, crede di "poter avere la presunzione di avere qualche nozione", quando dice che ci siano rischi particolari. Inoltre se Anas parla di riaprire due corsie per fare i lavori sotto i piloni, "vorra' dire che non c'e' particolare pericolo, perche' non metterebbe a rischio i lavoratori o chi viaggia". Da qui la richiesta di Salvi di riaprire tutte le corsie.