Elisoccorso: 142 nuove aree in Regione, di cui 12 nel territorio tra Forlì e Cesena

Mercoledì 28 Febbraio 2018 - Bagno di Romagna, Cesena, Cesenatico, Mercato Saraceno, Sogliano al Rubicone, Verghereto
L'elisoccorso del 118: entro il 2019 saranno 159 i punti di atterraggio in Emilia Romagna (foto d'archivio)

Punti di atterraggio attivati a Santa Sofia, Rocca San Casciano, San Benedetto in Alpe, Modigliana, Bagno di Romagna, Premilcuore, Sogliano al Rubicone, Cesenatico, Mercato Saraceno, Verghereto, Meldola, Forlì (ospedale)

L’Emilia Romagna punta sempre più sull’elisoccorso. Nel 2017 il servizio ha effettuato 3.213 missioni e 1.960 ore di volo. La Regione ha individuato altre 142 elisuperfici, che diventeranno operative nel biennio 2018-2019, di cui oltre la metà in zone montane. Dalle 17 attuali si passerà quindi a 159, per coprire l'intero territorio regionale. In particolare nel territorio di Forlì e Cesena sono previste 12 nuove aree, oltre a quella già attiva da giugno 2017 all’ospedale di Cesena. E un nuovo elicottero dotato di tecnologia NVG (Night Vision Goggles, visori a intensificazione di luce) consentirà di utilizzare anche basi di atterraggio non illuminate. 

I comuni in cui saranno attivate le nuove aree per il decollo e l’atterraggio anche notturno, sono: Santa Sofia, Rocca San Casciano, San Benedetto in Alpe, Modigliana, Bagno di Romagna, Premilcuore, Sogliano al Rubicone, Cesenatico, Mercato Saraceno, Verghereto, Meldola, Forlì (ospedale).

 

“Un lavoro che garantirà interventi immediati a tutela della salute dei nostri concittadini, soprattutto nei comuni della montagna, dove i collegamenti sono più difficoltosi – dicono all’unisono i consiglieri Lia Montalti, Valentina Ravaioli e Paolo Zoffoli –. Da oggi, gli emiliano-romagnoli sono più sicuri. La Regione Emilia-Romagna è orgogliosa di confermare con questi interventi il proprio impegno affinché nessuno sia mai lasciato solo. La Regione ha investito oltre 3 milioni nel 2017 e questo ha consentito di qualificare ancora di più il sistema di intervento per l’emergenza/urgenza. Le prospettive future prevedono, entro il 2021, un’ulteriore estensione della rete dei punti atterraggio notturni dell’elisoccorso – concludono – in modo da renderla ancora più capillare”.

Soddisfatto anche il capogruppo Dem in Regione Stefano Caliandro: “Saranno attivate più di 140 nuove aree per l’atterraggio e il decollo delle eliambulanze in tutta la Regione, da Piacenza a Rimini. Un lavoro enorme, che si aggiunge ad alcuni interventi analoghi già effettuati a giugno”.

 

Lo scopo è quello di arrivare in tempi sempre più rapidi e sempre più vicino alle persone che hanno bisogno di ricevere un soccorso sanitario tempestivo, in condizioni di emergenza, in cui anche qualche minuto può fare la differenza. Il servizio di elisoccorso che 2017 ha effettuato 3.213 missioni e 1.960 ore di volo. Nato nel 1986 con la prima base, quella di Bologna, a giugno 2017 è stato esteso alle ore notturne (con 17 aree a disposizione per il decollo e l’atterraggio), e ora viene ulteriormente ampliato e rafforzato: si è infatti concluso il percorso di condivisione che ha permesso a Regione, Ausl e Conferenze territoriali socio-sanitarie di raggiungere l’accordo per individuare le 142 nuove aree che diventeranno operative nel biennio 2018-2019.

Complessivamente, quindi, l’Emilia-Romagna potrà contare su 159 superfici attrezzate per l’elisoccorso, anche notturno, comprese quelle ospedaliere.

Le nuove aree sono così distribuite sul territorio romagnolo: 7 a Ravenna (con quella già attiva diventeranno 8), 12 a Forlì-Cesena (che saranno 13) e 12 a Rimini. Inoltre, già all’inizio dell’estate l’elicottero attualmente in servizio anche di notte verrà sostituito con un nuovo mezzo dotato di visori a intensificazione di luce, tecnologia militare adattata all’uso civile, che permetterà l’utilizzo del mezzo anche su aree di atterraggio non illuminate.

Il piano di rafforzamento è stato presentato in Regione, a Bologna, dal presidente e dall’assessore alle Politiche per la salute.

L’inizio del servizio

È il 14 giugno 1986: viene attivata a Bologna (ospedale Maggiore) la prima base di elisoccorso regionale, cui fanno seguito l’apertura della base di Ravenna (ospedale Santa Maria delle Croci, 4 luglio 1987) e di Parma (ospedale Maggiore, 17 luglio 1988). Nel 2000 si aggiunge quella di Pavullo nel Frignano (Modena), caratterizzata dalla presenza di un elicottero dotato di verricello e di personale, oltre a quello sanitario, appartenente al Soccorso alpino. Attualmente sono quattro gli elicotteri che prestano servizio sul territorio regionale.

2017: in volo anche di notte, pronte le prime 17 elisuperfici

A partire dal primo giugno 2017 si aggiunge un’importante novità: l’impiego di una eliambulanza 24 ore su 24 (con estensione del servizio della base di Bologna), e quindi anche di notte. L’avvio di questa nuova modalità ha coinciso con la realizzazione delle prime 17 aree idonee al decollo e all’atterraggio notturno degli elicotteri; ciò ha consentito di qualificare ancora di più il sistema di intervento per l’emergenza/urgenza, soprattutto a favore dei cittadini che vivono nelle località più decentrate. Con un investimento della Regione di 3,2 milioni di euro in più nel 2017.

Le prospettive future

Il progetto regionale prevede per i prossimi anni (2020-2021) un’ulteriore estensione della rete dei punti atterraggio notturni dell’elisoccorso, in modo da renderla ancora più capillare. Inoltre, grazie allo sviluppo tecnologico - che consente agli elicotteri di nuova generazione di effettuare la navigazione in spazi aerei con livelli di accuratezza sempre più elevata - è in programma uno studio di fattibilità per creare rotte dedicate per il volo strumentale a bassa quota. Queste modalità operative, caratterizzate da elevati livelli di precisione ed affidabilità, permetteranno di attivare l’elisoccorso regionale anche in condizioni meteorologiche critiche, tali per cui oggi non è consentito il servizio.