Finanziamenti pubblici. Pri: "Il MIUR blocca i fondi per la messa in sicurezza delle scuole. Basiti"

Lunedì 6 Agosto 2018 - Cesena

Il Ministero dell'Istruzione sospende lo stanziamento di 10 milioni per interventi su edifici scolastici del cesenate. Il Pri ne denuncia l'urgenza e auspica una soluzione in tempi brevi

La notizia che il MIUR Ministero dell’Istruzione ha bloccato 10 milioni di investimenti già stanziati destinati alla messa in sicurezza di diversi edifici scolastici dell’ambito cesenate a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, lascia basiti. Io non so i motivi per cui il MIUR dopo la sentenza ha deciso di bloccare tutti i fondi, se la scelta fatta sia legittima, opportuna o necessaria, ma certamente vi sono stati errori anche da parte del precedente governo Gentiloni nel decreto di stanziamento dei fondi se la Corte ha stabilito parzialmente incostituzionale il Decreto stesso, visto il mancato coinvolgimento delle Regioni nel processo di approvazione del DPCM.

Ovviamente lo scontro nasce sui criteri di ripartizione del monte spesa complessivo tra le diverse aree, ritenendo evidentemente che siano state favorite le Regioni amiche. Mi pongo però dalla parte del cittadino. Intanto è bene sottolineare che – purtroppo – il blocco interessa non solo il nostro territorio ma l’intero Paese, ove vi sono 42.000 plessi scolastici, frequentati da circa 8 milioni di alunni; come ben sappiamo il patrimonio scolastico è composto per la gran parte di edifici datati, oltre il 55% è stato costruito prima del 1975.

A riprova di ciò, anche a Cesena una parte significativa degli interventi comunali fu fatta dal sindaco Tonino Manuzzi con la collaborazione di Armando Spazzoli Assessore alla Pubblica Istruzione negli anni 60. Quindi le strutture sono vecchie, costruite prima della introduzione delle norme sismiche; spesso si legge di crolli di soffitti o di distacchi di intonaci, per non parlare del crollo completo della scuola di San Giuliano di Puglia e delle vittime che ha creato durante uno dei tanti terremoti che periodicamente colpiscono l’Italia.

Quindi la sicurezza è una priorità assoluta. Da tempo la Regione Emilia Romagna ha erogato dei fondi ai Comuni perché questi monitorassero il patrimonio pubblico, individuando gli interventi necessari per renderlo antisismico, ossia per portarlo ad un livello accettabile di sicurezza in caso di evento sismico. Ma questa è carta straccia se non è poi seguita dagli interventi necessari sugli edifici, che ovviamente costano e tanto. Quindi la sicurezza è una priorità e ha bisogno di tempi rapidi.

Se l’attuale governo che si è presentato come il governo del cambiamento vuole che questo non sia solo uno slogan, allora occorre che agisca ed in fretta. Se vi sono degli errori di procedura questi vanno corretti in tempi brevissimi. Gli interventi sulle scuole si fanno nel periodo estivo, quando le scuole sono vuote. I giovani vanno protetti, ed accolti in ambienti decorosi e sicuri.


Tra l’altro i fondi destinati all’edilizia scolastica incidono direttamente sul PIL essendo gli investimenti pubblici parte integrante di questo indicatore economico così come rappresentano un aiuto notevole per tutto il settore edilizio uno dei più colpiti dalla crisi economica in atto e che a differenza di altri vede scarsi segnali di ripresa.

Renato Lelli
Segretario Regionale PRI Emilia Romagna