Il PRI di Ravenna non sta sotto l'ALA di Verdini e boccia la mozione di minoranza

Mercoledì 24 Gennaio 2018
Immagine di repertorio - Eugenio Fusignani, Stefano Ravaglia, Giannantonio Minguzzi e altri esponenti della maggioranza PRI

Fusignani: "La linea politica perseguita a livello nazionale lede l'identità repubblicana: non forniremo nominativi per le liste elettorali"

Le Direzioni della Federazione Prov.le e dell’Unione Com.le del Pri di Ravenna, riunitesi in seduta congiunta ieri, martedì 23 gennaio, per discutere e deliberare in merito alle elezioni politiche del 4 marzo, hanno approvato - come informa il PRI di Ravenna in una nota scritta - a larghissima maggioranza le relazioni e le repliche dei segretari, Stefano Ravaglia e Eugenio Fusignani

In particolare le direzioni "non condividono la scelta del PRI Nazionale di costituire un accordo elettorale con il gruppo parlamentare ALA e di affidarne la rappresentanza politica al Sen. Denis Verdini". 

"Non forniremo quindi nominativi da inserire nelle liste elettorali, perchè la linea perseguita a livello nazionale e dalla minoranza del partito ravennate (ieri ampiamente respinta dalla maggioranza), non offre prospettive politiche di ampio respiro per il perseguimento del bene comune e lede fortemente l'identità repubblicana" aggiunge in un commento Fusignani.

Di seguito si riporta il testo integrale del documento presentato dai Segretari, Stefano RavagliaEugenio Fusignani, approvato nella seduta di ieri.

Le Direzioni della Federazione Prov.le e dell’Unione Com.le del Pri di Ravenna, riunitesi in seduta congiunta il 23.1.2018 per discutere e deliberare in merito alle elezioni politiche del 4 marzo p.v., udite le relazioni e le repliche dei segretari le approvano. 

In particolare le direzioni non condividono la scelta del PRI Nazionale di costituire un accordo elettorale con il gruppo parlamentare ALA e di affidarne la rappresentanza politica al Sen. Denis Verdini. 

Le Direzioni rilevano come tale scelta non sia contenuta nella mozione finale del 48° Congresso Nazionale e non sia nemmeno stata decisa da un Consiglio Nazionale. 

Le Direzioni considerano la presentazione di un simbolo composito, anche sotto l’aspetto grafico, lesivo dell’identità del PRI e non in conformità con la mozione conclusiva del 48° Congresso che indicava "…indispensabile presentare fin dalle prossime elezioni il simbolo dell’edera e di collocarlo in un’area liberal democratica capace di dialogare per il bene dell’Italia con le forze europeiste e di progresso...", ipotesi che non è stata perseguita.

Tutto ciò premesso, conseguentemente le direzioni ravennati non ritengono politicamente opportuno designare candidati ravennati da inserire nelle liste di Camera e Senato e invitano i segretari a non far parte del comitato elettorale della FRER.

Invitano infine i Segretari a mettere a disposizione della Segreteria regionale un idoneo locale qualora la stessa intenda eventualmente usufruirne per le operazioni necessarie agli adempimenti elettorali della consultazione del 4 marzo 2018.