Inaugurazione Campus Universitario. Lucchi: Senza Università, Cesena oggi sarebbe peggiore

Venerdì 19 Ottobre 2018 - Cesena

"Come sarebbe oggi Cesena senza l’Università? Potrei aggettivare parlando di una città meno vivace, meno bella, meno forte, meno aperta al mondo ed ai giovani. O potrei, semplicemente, sostenere che, senza la sua Università, Cesena sarebbe peggiore. Facendo entrambe le scelte resterei nell’alveo delle verità, ma dimenticherei la ragione principale per la quale Cesena è, invece, oggi migliore, grazie alla presenza universitaria: quella che deriva da un’dea condivisa di comunità". Sono le parole del sindaco della città Paolo Lucchi in occasione dell'inaugurazione del nuovo Campus.

Di seguito si riporta il testo dell’intervento pronunciato dal sindaco:

"Vale la pena di tornare a quest’idea di comunità, al “pensiero lungo” di coloro che all’interno del Comune di Cesena e dell’Università di Bologna, nelle forze politiche ed in quelle culturali ed associative, oltre 30 anni fa decisero di procedere con un percorso che oggi a tutti noi tocca la fortuna di poter concretizzare. Perché se oggi questo Campus è collocato qui - a ridosso di un grande Parco urbano dotato della migliore impiantistica sportiva, all’interno del tessuto cittadino – ed è parte di una presenza universitaria di qualità, avanzata, organizzatissima, lo dobbiamo ad un confronto partito in realtà con alcuni lustri di anticipo. Ed a tal proposito voglio ricordare che il documento informativo dal titolo “L’Università di Romagna”, che la Giunta del Comune di Cesena indirizzò alle scuole, ai Quartieri, al Consiglio Comunale, alla città, risale al 1981, così come il primo insediamento del 1989 fu preceduto sin dal 1985 da una variante al Prg, costruita partendo da una visione di città, di università, di istruzione.


E, permettetemi di notarlo sin da subito, nell’epoca nella quale prevale al massimo un pensiero destinato a durare quanto un tweet, accorgersi che vi sono stati uomini in grado di costruire un pensiero realmente collettivo e non divisivo, a me pare semplicemente bello. Li voglio citare già ora, perché è grazie ai Sindaci che, a diverso titolo hanno lavorato a questa giornata dal 1985, che a tutti noi è possibile vivere queste emozioni. Sono Gabrio Casadei Lucchi, Piero Gallina, Edoardo Preger, Giordano Conti. E con loro i Presidenti della Fondazione bancaria cittadina succedutisi negli anni, ma sempre collocati a fianco del Comune in questo percorso che prima è stato intuizione, poi sogno e che oggi è realtà: sono Davide Trevisani, Bruno Piraccini, Guido Pedrelli. I “magnifici 7”, ai quali vanno affiancati generazioni di Amministratori – ultimi in ordine temporale ma non di impegno, l’Assessore all’Università Francesca Lucchi e l’amico fraterno che l’ha preceduta, Tommaso Dionigi - che hanno creduto in questo sogno e che ne sono stati i protagonisti, a partire da quel Senatore Leonardo Melandri, al quale tutti dobbiamo la capacità di tenere unito il filo delle esigenze, oltre che dei sogni, dei nostri territori. E se il prossimo anno segnerà il trentennale dall'insediamento universitario a Cesena, lo dobbiamo a loro, che oggi sono qui con noi ad emozionarsi ed ai quali mi sento di indirizzare un grande applauso!

Dal 1989, anno dopo anno, i tratti della città universitaria hanno iniziato a prendere forma, grazie sopratutto ad un impegno senza precedenti da parte di chi, questa città, ha deciso di viverla quotidianamente. Sono stati molti i docenti universitari a scegliere infatti di vivere nella nostra città, oltre che di insegnarvi e questo anche grazie ad una virtuosa collaborazione tra l'Università di Bologna ed il Comune di Cesena, che si è concretizzata nell'impegno della preziosissima Serinar, nata sin dal 1988 per facilitare l’insediamento permanente dei docenti ed oggi divenuta uno dei motori fondamentali della presenza universitaria nella nostra Provincia. Gli studenti, anima di ogni università, hanno da subito dimostrato un attaccamento senza precedenti a Cesena, dando vita a quella che oggi è la più viva e numerosa comunità di associazioni studentesche delle città romagnole. E Mirko Grammatico, che parlerà dopo di me, rappresentandoli, è uno dei tanti giovani che, uscendo dagli stereotipi inutili che caratterizzano il giudizio più diffuso, hanno scelto di essere tra di noi non solo come studenti, ma prima di tutto come cittadini.

L'Università a Cesena è stata più forte di ogni criticità, più forte di alcune teorie che 30 anni fa puntavano alla realizzazione di un Ateneo romagnolo, scelta che si sarebbe rivelata scellerata e che oggi avremmo definito anche antieconomica. L'Università è stata più forte di sedi spesso non all’altezza, come evidentemente lo era quella dedicata ad ingegneria, collocata in un contesto di edifici per lo stoccaggio e la lavorazione della frutta. Così come sarà più forte dei disagi che, inevitabilmente, in questa prima fase di “annusamento” reciproco i residenti di questa zona ci stanno segnalando relativamente ai parcheggi e ad altro ed ai quali, puntigliosamente, ogni giorno, anche grazie all’impegno costante di donne ed uomini veri come l’amico Professor Luciano Margara e l’Assessore Maura Miserocchi, cerchiamo di porre rimedio. È stata più forte dell'iniziale pregiudizio nei confronti di una città che, da Bologna, era spesso vista come provinciale e non adeguata. È stata più forte dello scetticismo di chi, un tempo, sosteneva che la qualità di ricerca e didattica non sarebbe mai potuta essere a livello della sede "madre".

Insieme all'Università anche la città ha saputo reagire con spirito di accoglienza, con la determinazione tipica dei cesenati e con continuità, evitando teatrini figli di quell’ansia di "discontinuità" che oggi va tanto di moda a tutti i livelli di governo. Le imprese hanno saputo aprirsi all'Università, chiedendo collaborazione ed offrendo spesso anche interventi economici a sostegno di dottorati, progetti di ricerca e di trasferimento tecnologico. Anche i piccoli proprietari immobiliari ed i piccoli imprenditori hanno saputo adeguare, nel tempo, la propria offerta alle esigenze degli studenti. Cesena è diventata una città universitaria nel momento stesso in cui città ed Università sono diventate una comunità inscindibile.

Chi potrebbe dunque immaginare oggi Cesena senza l'Università? Come potremmo pensare di rinunciare oggi a quel tesoro inestimabile di sapere, di proiezione verso il futuro, di sostegno alle nuove generazioni? La ragione fondante di queste consapevolezze va cercata ben più lontana dall'indotto economico, stimato ormai già alcuni anni fa in 50 milioni di euro all'anno; ben più a fondo della possibilità per le nostre imprese di avere una continua potenzialità di assunzione agevolata dall'ottimo lavoro formativo dell'Università; ed anche ben più lontana dalla bellissima opportunità di chiamarsi "città universitaria". La ragione fondante è a mio avviso collocata nell'immensa potenza del sapere, della diffusione della conoscenza, della formazione e dello studio continuo.

Oggi più che mai è necessario sottolineare che la conoscenza, l'approfondimento, lo studio, la riflessione, sono elementi fondamentali della nostra vita e ancora di più di quella dei nostri ragazzi. Viviamo nella società degli istanti, del "tutto e subito", del "leggo su internet e divento un esperto di..." ed i tragici risultati di questo modello purtroppo sono sotto gli occhi di tutti. Oggi più che mai vogliamo ribadire che Cesena è una città che fonda le sue radici sul sapere e che è pronta a rinnovare l'impegno a farlo insieme all'Università di Bologna.

A ormai trent'anni dall'avvio del primo corso di Laurea nella nostra città inauguriamo uno spazio magnifico e lo facciamo ringraziando assieme i tecnici e gli operai che a questa struttura hanno lavorato concretamente, l’impresa che li ha organizzati e coordinati, CMC di Ravenna e che ci ha fatto vincere una scommessa collettiva, dopo gli anni bui delle difficoltà di chi li ha preceduti. Ma non ci fermiamo qui, rilanciamo immediatamente, perché in Romagna si fa cosi. Come infatti saprete, il progetto complessivo del Campus cesenate, prevede la completa riorganizzazione degli insediamenti universitari, raggruppando in quest’area (il comparto Ex Zuccherificio) anche tutte le altre sedi universitarie, ad esclusione dei Corsi di Studio in Tecnologie Alimentari e Viticoltura ed Enologia, ospitati nella bellissima a Villa Almerici e nel nuovo Tecnopolo lì collocato.

Quindi, nei prossimi anni, qui sorgeranno anche un nuovo Studentato e la sede di Psicologia, contribuendo a ridisegnare, migliorandola, la fisionomia della città. E sono certo che il Professor Ubertini, al quale voglio riservare l’ultimo sentito ringraziamento, saprà riservare anche alla nuova parte del nostro Campus le stesse puntigliose attenzione che ha riservato a questo e che hanno rappresentato il carburante indispensabile per concretizzare – qui, oggi, assieme - finalmente un impegno ultradecennale, che ci ha proiettati, come comunità, nell’orbita del futuro. Le radici dell’Università a Cesena sono oggi, a trent'anni dall'avvio di questo bellissimo percorso, dunque solide e forti e proiettate al domani. Semplicemente, da cittadino e da testimone emozionato di questa giornata, mi auguro che possano diventarlo ancora di più, vedendo confermati quell'impegno e quella dedizione da parte di tanti, che ci hanno permesso di arrivare fino a qui. Viva Cesena città universitaria!"