La centrale idroelettrica sul torrente Para a Verghereto diversa dal progetto autorizzato in Regione

Martedì 21 Novembre 2017 - Verghereto
Foto d'archivio

Lo rivela Massimiliano Pompignoli (Lega Nord) che ha depositato un'interrogazione

La centrale idroelettrica 'Para 1' realizzata è diversa da quella inserita nel progetto autorizzato. L'impianto in questione, la cui domanda di costruzione è stata avanzata da Hera Spa, si trova in località Pastorale sul torrente Para nel comune di Verghereto (Forlì-Cesena) ed è già dieci anni che è in funzione. A far emergere le difformità tra progetto presentato, integrato e autorizzato dal governo regionale e la sua realizzazione finale è Massimiliano Pompignoli (Lega Nord) che ha depositato un'interrogazione in merito. 

Nell'atto ispettivo, il consigliere del Carroccio cita le indicazioni che la Giunta, nel 2005, metteva nero su bianco in delibera: "La centralina sarà localizzata a valle di un ponte sul Para, all'interno di un vecchio mulino in stato di abbandono. Il fabbricato sarà parzialmente restaurato e parzialmente ricostruito in cemento armato nelle zone distrutte. Queste parti saranno rivestite in pietra arenaria per limitare l'impatto ambientale e paesaggistico. All'interno dell'edificio - continua Pompignoli riportando l'atto del governo regionale - sarà ospitata la turbino 'Francio', la sala macchine, il generatore asincrono trifase e la cabine dell'Enel. L'edificio dovrà essere ricostruito con le stesse volumetrie di quello esistente. E' prevista l'installazione di una rete paramassi". 

Questo era il contenuto del progetto, perché Pompignoli specifica che "dopo diversi sopralluoghi (aprile 2016) si è potuto constatare che la centrale sembra essere stata realizzata in una proprietà e in un terreno diversi da quelli indicati. La cabina di trasformazione sorgerebbe in un edificio nuovo, di altezze e misure diverse, mentre il mulino risulterebbe completamente demolito così come altri due fabbricati vicini. Non solo l'edifico si configurerebbe come un'opera abusiva, ma ci sarebbero altre sostanziali difformità progettuali: l'assenza di reti paramassi e il mancato rivestimento in pietra". Discrepanze che emergono, riporta l'esponente della Lega, dopo la "procedura di verifica e lo screening dell'opera". Per questo, il leghista chiede alla Giunta un giudizio sulle differenze emerse tra progetto e opera realizzata, suggerendo di "assumere provvedimenti urgenti per sanare una situazione che appare gravemente compromessa e in contrasto con le direttive licenziate".

Poi il consigliere punta l'attenzione sul profilo economico, domandando se il governo regionale "sia a conoscenza di eventuali contributi dati a Hera, di che importi si parli, quale sia la loro natura e quale l'ente erogante". A questo si aggiunge la richiesta di conoscere "se i contributi siano stati concessi a valere sul progetto autorizzato o se siano stati erogati per la realizzazione e lo sfruttamento dell'impianto poi effettivamente costruito".