LA POSTA DEI LETTORI / Tifosi ubriachi e molesti allo stadio: non è accettabile

Mercoledì 20 Aprile 2016 - Cesena

Il 18 aprile 2016 ho assistito alla partita Cesena-Crotone presso lo stadio della città di casa. Era la prima volta che dopo anni tornavo a guardare un incontro di calcio dal vivo, da quando da piccola mio padre mi portava allo stadio con lui. Sono nata a Crotone e durante questo specifico evento si giocava per l’ingresso di questa squadra in serie A, un’occasione imperdibile per una città piena di contraddizioni e di problemi.


Con tutta la famiglia abbiamo allora deciso di non perdere un’opportunità così importante e così vicina a quella che adesso è la nostra città (Ravenna). Premetto che eravamo tre donne e un uomo e sprovvisti di tessere del tifoso, abbiamo deciso di assistere al match dai distinti.

Purtroppo, già dal nostro arrivo al parcheggio del Centro Commerciale di Cesena, l’entusiasmo che ci aveva invaso si è presto dissolto poiché per strada la gente ci inveiva contro a causa di una bandierina fai da te e di una sciarpa portata al collo.

Giacché siamo persone intelligenti abbiamo cercato di sdrammatizzare e durante la partita abbiamo stretto simpatie con alcuni tifosi della squadra di casa, che dopo un primo momento di esitazione, si sono dimostrati molto gentili e simpatici.

La partita purtroppo e meritatamente è stata vinta dal Cesena e dopo aver applaudito i vincitori abbiamo salutato anche la nostra squadra per il gioco che aveva condotto. A questo punto il clima è cambiato radicalmente ed un gruppo di tifosi ubriachi e non del Cesena hanno iniziato ad urlare contro di noi e a metterci le mani addosso mentre altri, i "veri tifosi" hanno preso le nostre difese e ci hanno scortati fuori.

Credevo che in un Paese civile queste cose non accadessero e che lo sport fosse un motivo di unione e di divertimento per le famiglie. Sono rimasta disgustata da tutto ciò e voglio condannare questi atteggiamenti. Sono una donna, siamo tre donne, di un’altra squadra, che hanno pagato il biglietto e si sono comportate come si deve per il rispetto dello sport. Vorrei che tutto questo non fosse considerato accettabile, come tale non è vendere alcool sugli spalti. Se basta tifare per un’altra squadra per arrivare alle mani siamo messi male. La diversità nello sport e nel resto delle cose ci rende quello che siamo ed il rispetto per l’altro non è una cosa di cui poter fare mai a meno.

Vorrei chiedere scusa ai figli di questi signori perché hanno dovuto assistere ad una scena pressoché ripugnante e vorrei che capissero che tutto ciò non è la normalità. Ringrazio chi ci ha aiutati e ci ha chiesto scusa a nome di quei pochi soggetti anomali. Voi tutti, piccoli ‘’eroi’’, siete invitati a visitare la nostra città dove sarete sicuramente accolti in una grande famiglia, con buon cibo e gente amica.

Rs