Letteratura. Acquisito corpus di quasi mille manoscritti Pascoliani da Sammauroindustria

Martedì 12 Giugno 2018 - San Mauro Pascoli
Giovanni Pascoli

La mole di documenti sarà messa a disposizione del Comune di San Mauro, per il Museo di Casa Pascoli

Un corpus di 143 manoscritti - dei quali 115 pascoliani inediti - con trascrizioni di vari amici del poeta e delle sorelle Ida e Mariù, e di 800 tra prime edizioni, libri rari, riviste e altri documenti sempre sul poeta, sono stati acquistati da Sammauroindustria, l'associazione pubblico-privato di San Mauro Pascoli, nata con la mission di valorizzare l'opera e la figura del grande poeta. L'imponente mole documentaria sarà messa a disposizione del Comune di San Mauro, che, attraverso il Museo di Casa Pascoli, lo renderà disponibile agli studiosi.

"In un periodo di tagli pressoché generalizzati alla cultura va decisamente controcorrente Sammauroindustria. Il fondo costituisce un nucleo fondamentale ai fini della ricostruzione della biografia pascoliana, nonché per ripercorrere l'intera produzione del poeta a partire dagli anni di Massa", osserva il presidente Gianfranco Miro Gori.

L'associazione è nata 18 anni fa da un gruppo di imprenditori e dal Comune di San Mauro Pascoli, con la volontà di valorizzare i due tesori del territorio ossia il distretto della calzatura e la figura di Giovanni Pascoli. Un percorso che si arricchisce, ora, di un nuovo importante capitolo: l'acquisizione per una spesa di 60.000 euro di un Fondo dal professor Piero Pieretti di Pisa, in passato docente presso l'Università degli Studi di Siena, studioso e cultore di Giovanni Pascoli, autore anche di alcuni saggi pascoliani, tra i quali: 'Giano bifronte. Identificazione del Pascoliallegorico' e 'Ecdotica Anecdotica' per il convegno degli studi pascoliani a San Mauro nel 1982".

Dei 143 manoscritti, 115 sono "sicuramente del poeta - si legge nella nota di Sammauroindustria - mentre i restanti sono trascrizioni di Maria e Ida Pascoli (sorelle di Giovanni), lettere di corrispondenti del poeta, materiale fotografico e manoscritto redatto da altre mani: ad esempio un contratto del 1898 fra la Casa editrice Dante Alighieri e Pascoli per testi scolastici, una relazione di un'ispezione del poeta del 1903 in un liceo di Forlì". Tra i manoscritti autografi si distinguono le stesure con iter redazionale di quattro poesie poi accolte nella raccolta Poesie Varie: 'Ghino di Tacco', 'L'amorosa giornata', 'Patuit dea', 'A Victor Hugo'; appunti del 1894 sull'otium da Ovidio, Amores; trascrizione di versi da Virgilio e Catullo; note sull'Eneide; appunti del 1898 per la conferenza Iter siculum; tre fogli di appunti di argomento omerico (Odissea) del 1899 e diversi altri appunti manoscritti.

Tra le lettere, si distinguono le 33 lettere e cartoline a Luigi Bonati - cantiniere di La Spezia, amico e ammiratore di molti poeti - che possono consentire la ricostruzione di un completo carteggio tra i due. Altri poi sono i nuclei compatti di lettere, come quelle alle monache del Convento di Sogliano al Rubicone (1895-1906) o a Luigi Mercatelli. Vi sono inoltre numerose lettere inedite ad amici e collaboratori a vario titolo. Da notare lo straordinario valore, oltre agli autografi in originale, di tutta la documentazione cartacea di interesse pascoliano, e circa 800 prime edizioni delle opere di Pascoli, opuscoli rari contenenti le trascrizioni di altri carteggi inediti, riviste sulle quali il poeta aveva pubblicato per la prima volta i suoi testi e un'ampia bibliografia critica sul poeta con volumi ed estratti. Il Fondo Pieretti costituisce quindi un nucleo fondamentale ai fini della ricostruzione della biografia pascoliana, nonché per ripercorrere l'intera produzione del poeta a partire dagli anni di Massa.