Prodotti alimentari. Coldiretti Forlì-Cesena critica Unione Europea per il regolamento su etichette

Mercoledì 18 Aprile 2018
Un cesto di prodotti alimentari made in Italy "falsi" (foto Coldiretti)

"Ennesima occasione persa per combattere i falsi nel piatto con etichetta trasparente". Lanciata la raccolta di firme ‘Stop al cibo falso’: ecco dove è possibile sottoscriverla

La Commissione Europea ha perso l’occasione per combattere il fake a tavola con una etichetta trasparente che indichi obbligatoriamente l’origine degli ingredienti impiegati in tutti gli alimenti come chiede la stragrande maggioranza dei cittadini europei e l’82% degli italiani, secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. E’ quanto afferma Coldiretti Forlì-Cesena in riferimento al regolamento esecutivo approvato dal Comitato tecnico che entrerà in vigore nell’aprile 2020. 

Il Comitato UE, esprimendosi a favore dell’etichettatura di origine rimessa, di fatto, all’arbitraria decisione degli operatori alimentari, ancora una volta ha scelto un compromesso al ribasso che favorisce gli inganni e impedisce scelte di acquisto consapevoli per i consumatori europei. 
In sostanza, la scelta volontaria di etichettatura lascia spazio a margini di incertezza interpretativa costituendo l’occasione per promuovere molteplici contenziosi e ridurre le aspettative di trasparenza dei consumatori. Grazie all'azione di Coldiretti, l’Italia si è dotata di una legislazione nazionale di avanguardia che sarà peraltro rafforzata a partire dal 9 maggio dal nuovo decreto legislativo sulle sanzioni che prevede multe da 2 mila a 16 mila euro in caso di mancata indicazione dell’origine. 
Le norme italiane, che prevedono l’obbligo di indicare l’origine in etichetta dei derivati del latte, del grano nella pasta, riso e nei derivati pomodoro, si aggiungono a quelle europee dove il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca, al primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.

Un percorso scelto anche da Francia, Portogallo, Grecia, Finlandia, Lituania e Romania e per ultimo anche dalla Spagna che, come l'Italia, hanno adottato norme nazionali per garantire la trasparenza dell'informazione in etichetta.

Nei due anni che mancano all’entrata in vigore del nuovo regolamento comunitario la Coldiretti si impegna a dare battaglia con l’avvio di una mobilitazione popolare nei confronti dell’Unione Europea per fermare il cibo falso e proteggere la salute, tutelare l’economia, bloccare le speculazioni e difendere l’agricoltura italiana. La raccolta di firme ‘Stop al cibo falso’ è stata avviata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica in ogni mercato contadino d’Italia e on line sui siti www.coldiretti.it e www.campagnamica.it 


La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari tipici dell’Emilia Romagna costano solo alla nostra regione circa trentamila posti di lavoro, con ‘l’industria del falso made in Emilia Romagna che fattura, solo nell’agroalimentare, oltre 8 miliardi di euro (60 miliardi per l’agroalimentare nazionale). La lotta al cibo “fake” nel piatto rappresenta, dunque, ormai un’area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e per generare occupazione. A tal fine, anche Coldiretti Forlì-Cesena invita tutti i consumatori ad aderire alla petizione firmando non solo presso tutti gli uffici Coldiretti, ma anche nei Punti Campagna Amica. In particolare è possibile aderire presso il Punto Campagna Amica dell’azienda agricola Bertozzi, in via Santa Croce a Bertinoro.
“Bisogna combattere l’inganno globale che causa danni economici e di immagine alle nostre produzioni – afferma il presidente di Coldiretti Forlì-Cesena Andrea Ferrini – per questo è necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo estendendo a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari”.

I PRINCIPALI UFFICI COLDIRETTI DELLA PROVINCIA DOVE E’ POSSIBILE FIRMARE:

Forlì – via E. Forlanini 11
Cesena – via M. Angeloni 507
Meldola – via Goldoni 9/B
Savignano – via G. Donizetti 11
San Piero in Bagno – via A. Battistini 31