Richiedenti asilo accampati presso Palazzo Albornoz incontrati dalla giunta del sindaco Lucchi

Martedì 20 Novembre 2018 - Cesena
L'incontro dei profughi con la giunta comunale

Il Comune di Cesena comunica che, nella mattinata di oggi, martedì 20 novembre, il sindaco Paolo Lucchi e la giunta comunale hanno incontrato i ragazzi richiedenti protezione internazionale che, da qualche giorno, dormono nei pressi di palazzo Albornoz. Una quindicina i giovani presenti all'incontro: ai dieci che erano già stati ricevuti dai servizi nella giornata di lunedì, si sono aggiunte altre cinque persone. Gli amministratori hanno ribadito la posizione del Comune, partendo dalla impossibilità di trovare per tutti i richiedenti le medesime soluzioni date le condizioni molto diversificate dei singoli, sia sul piano dei documenti che della storia personale.


Per sei profughi è stata confermata la possibilità di essere reinseriti nei centri, attraverso il regime del reintegro autorizzabile solo ed esclusivamente dalla Prefettura, possibile nel caso in cui sia stato avanzato dall’interessato il ricorso al provvedimento di conclusa accoglienza. Nello specifico, tre di loro hanno presentato ai servizi tutta la documentazione utile alla domanda di reintegro (due nei CAS e uno nell’accoglienza SPRAR). Gli altri tre, invece, già oggi hanno affrontato i colloqui, al fine di produrre l’ulteriore documentazione mancante, che poi sarà inviata immediatamente in Prefettura dai servizi. Sebbene non sia semplice - anche a causa di difficoltà di comprensione della lingua italiana - condividere i percorsi stabiliti dalla normativa vigente, comprendere quali documenti servano e chi abbia la titolarità per fare domande alle istituzioni pubbliche, in queste ore lo sforzo degli operatori pubblici per accompagnare al meglio queste persone è massimo e prioritario.

La Prefettura, dal canto suo, a seguito dei contatti intercorsi già dalla giornata di lunedì 19, ha ribadito la massima disponibilità all’autorizzazione dei reintegri, non appena i documenti che ne accertano la legittimità saranno inoltrati e positivamente vagliati. Le persone che si sono aggiunte alla delegazione solo stamattina sono state ugualmente invitate dalla giunta a svolgere un colloquio con gli operatori sociali per avviare l’iter di conoscenza e condividere le eventuali possibilità progettuali.

“Non per tutti – avverte l’Amministrazione comunale - si può individuare da subito una soluzione abitativa stabile: sicuramente non è possibile per chi, purtroppo, versa in situazione di irregolarità, perché la legge impedisce possa essere preso in carico dal Comune chi si trova in queste condizioni. La soluzione è difficile, inoltre, anche per chi è in possesso del documento di protezione umanitaria ma non lavora. Come ribadito durante il colloquio, infatti, in questo ultimo caso le soluzioni vanno individuate di concerto con i servizi e la rete delle associazioni e non possono che riferirsi ai servizi attivi, ad esempio il dormitorio pubblico di Via Strinati e il centro sociale diurno, la cui capienza non è illimitata. Servizi cui si può accedere non in via continuativa e in base al turn over degli ingressi. L’auspicio, comunque, è che già dalla giornata di oggi almeno alcuni dei reintegri possibili si riescano a sbloccare. L’Amministrazione comunale esprime forte preoccupazione rispetto a tutte queste situazioni, che sul piano umanitario costituiscono drammi assoluti e ribadisce una forte apprensione per ciò che potrebbe accadere con l’applicazione definitiva del decreto Salvini e il conseguente aumento di profughi in strada: i Comuni non hanno strumenti adeguati, né giuridici né economici, per fare fronte a questa nuova emergenza. La giunta lancia un ennesimo appello al Governo perché problemi tanto complessi non vengano “gestiti” con la demagogia e la repressione, ma con coraggio e responsabilità, nell’interesse primario di tutte le persone e puntando davvero al mantenimento della coesione sociale in ogni territorio”.