Sanità. Cancro gastrico, dal 13 al 14 settembre Forlì ospiterà un convegno di livello internazionale

Domenica 9 Settembre 2018
Luca Saragoni, Giorgio Ercolani e Paolo Morgagni

Il 6 settembre si è svolta la conferenza stampa di presentazione del convegno "The new frontiers in Gastric Cancer diagnosis and treatment", che si terrà a Forlì dal 13 al 14 settembre prossimi. Settanta relatori, tra i maggiori esperti di cancro gastrico a livello internazionale e provenienti da 19 diversi paesi del mondo, 250 partecipanti e la presenza dei tre Presidenti dell'Associazione Mondiale del cancro gastrico verranno a Forlì, per illustrare lo stato dell'arte della prevenzione, ricerca, diagnosi e cura di questa patologia, che è la terza causa di morte al mondo.


Perchè la scelta di Forlì come sede di uno dei più importanti convegni al mondo nel settore? "Perchè l'ospedale di Forlì è da tempo impegnato nella lotta contro questo tumore a prognosi infausta, anche in virtù della elevata incidenzadello stesso nel territorio romagnolo -spiegano gli organizzatori, prof. Giorgio Ercolani, dott. Luca Saragoni e dott. Paolo Morgagni- L'importante esperienza maturata sul campo, oltre a connotare l'ospedale forlivese per la sua vocazione in ambito oncologico gastro-enterologico, ha consentito al team multidisciplinare dedicato di diventare leader e punto di riferimento sul tema a livello mondiale.

Al congresso verranno affrontati gli argomenti di maggiore attualità riguardanti la diagnosi e il trattamento di questa malattia, alcuni dei quali sono oggetto di studi e collaborazioni internazionali, in cui il team multidisciplinare dedicato dell'ospedale di Forlì risulta coinvolto attivamente. Dal confronto tra i vari esperti mondiali scaturiranno le future linee guida, ai fini di un appropriato inquadramento diagnostico ed approccio terapeutico. "Ogni anno in Italia si diagnosticano 14mila nuovi casi di tumore e 850mila se ne registrano nel mondo -spiega il dott. Luca Saragoni dell'Anatomia Patologica di Forlì- La Romagna, invece, registra l'incidenza più elevata di casi con 29,2 nuovi casi di uomini su 100 mila abitanti e 14,9 casi di donne. Grazie però al team mutlidisciplinare, che si è creato negli anni nell'ospedale forlivese, Forlì ha potuto registrare il più alto tasso di diagnosi precoci dell'Occidente, il 36% di tutti i tumori trattati, cone le migliori sopravvivenze, superiori al 90% a 10 anni. Risultati importanti, se si tiene conto che la mortalità è elevata e che la sopravvivenza globale media è del 32%".

"Gli studi effettuati dimostrano la forte componente ambientale di questi tumori -prosegue Giorgio Ercolani, primario della Chirurgia e Terapie Oncologiche di Forlì e professore ordinario all'Università di Bologna- La stessa popolazione, che si sposta da una zona a bassa incidenza ad una ad alta incidenza, è soggetta ad una maggiore insorgenza del tumore. per questa patologia è fondamentale la diagnosi precoce, così ben realizzata nella realtà forlivese e replicabile in altre realtà, ma anche la collaborazione dei medici di famiglia, fondamentali per l'individuazione della patologia nei loro pazienti".

"I fattori ormai rilevati ma incidenti nell'insorgenza del tumore - prosegue il dottor Luca Saragoni - sono la dieta ricca di carne rossa, conservata e alla brace, fumo, alcol, ma anche la componente genetica e l'uso massiccio di inibitori di pompa protonica". "Migliorando gli stili di vita e la dieta -aggiunge il dott. Paolo Morgagni, della chirurgia generale -sono diminuiti i tumori legati a questo fattore ed oggi rileviamo una maggiore incidenza di quelli con una componente genetica. Negli anni Ottanta e Novanta, lo dimostrano le statistiche da noi effettuate e riportate nei pannelli della mostra che potrete ammirare in piazza Saffi a Forlì, dal 10 al 15 settembre, le zone rurali del forlivese e di tutte le colline romagnole e toscane presentavano un'altissima incidenza di tumori allo stomaco.Diminuendo il consumo di carne alla brace, insaccati, prodotti affumicati e carbonizzati, sono diminuiti i casi di tumore. Nel periodo tra il 2005 e il 2010, l'incidenza tra i giovani dell'area forlivese -cesenate è diminuita del 50%".

"La cosiddetta epidemia di cancro gastrico nella provincia di Forlì-Cesena -conclude il dott. Luca Saragoni- è virtualmente finita, grazie all'importante lavoro clinico e scientifico del gruppo di medici e infermieri che se ne sono occupati. Ora il rischio di ammalarsi si è ridotto ed è lo stesso delle altre parti della Romagna. L'ospedale di Forlì nel 1998 ha contribuito, con i suoi professionisti, alla Fondazione del Gruppo Italiano di ricerca sul cancro gastrico, partecipando a convegni internazionali e mondiali con le proprie ricerche. Ora finalmente, porta a Forlì, centro di eccellenza nella cura di questa patologia, il gotha dei massimi esperti mondiali nel settore".