Sicurezza stradale. Polizia di Bagno di Romagna scopre mezzo pesante con cronotachigrafo manomesso

Sabato 11 Agosto 2018 - Bagno di Romagna
Foto di repertorio

Durante un controllo sulla E45, in carreggiata sud

La polizia stradale di Bagno di Romagna, nel corso dei servizi di vigilanza stradale sulla Statale 3 Bis Tiberina (E45), ha controllato un mezzo pesante col semirimorchio che viaggiava sulla carreggiata sud (Ravenna-Orte). Dopo averlo seguito per circa dieci chilometri, gli agenti lo hanno fermato all'altezza del km 150, nell'area di servizio Tevere ovest nel Comune di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Dal controllo dell'apparecchio cronotachigrafo digitale, sono emersi immediatamente seri dubbi sul suo funzionamento perché, nella stampata del foglio di registrazione dei tempi di guida e di riposo, l'apparecchio segnava il veicolo a riposo, nonostante la pattuglia lo avesse seguito poco prima e per diversi chilometri. 

Al conducente e proprietario del mezzo,  un cittadino italiano di 45 anni, originario della provincia di Fermo, è stata contestata la violazione prevista dall'art.179 del codice della strada che stabilisce, nei confronti di chi circola con apparecchi cronotachigrafi alterati, la sanzione amministrativa di 1.698 euro e il ritiro immediato della patente di guida ai fini della sospensione che va da 15 giorni a 3 mesi, con la decurtazione di dieci punti. 

Dopo la redazione dei verbali amministrativi, il guidatore è stato obbligato a un riposo di 12 ore, considerato che dall'alterazione dell'apparecchio non si poteva più stabilire con certezza quante ore, in effetti, il conducente era stato impegnato alla guida del complesso veicolare. In mattinata sono iniziati gli accertamenti urgenti per individuare il congegno responsabile dell'alterazione del calcolo delle ore di percorrenza del mezzo. In un'autofficina specializzata di Cesena, sul trattore stradale è stata ritrovata una centralina che, intervenendo elettronicamente sul cronotachigrafo, faceva risultare il veicolo a riposo nonostante lo stesso fosse in marcia.

Per aver consentito l'installazione e l'utilizzo di quest'ultimo dispositivo, il proprietario-conducente dell'autoarticolato, un cittadino italiano di 45 anni, originario della provincia di Fermo, verrà segnalato alla procura di Arezzo per il reato previsto e punito dall'art. 437 del codice penale (reclusione da 6 mesi a 5 anni), per rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro. 

Il dispositivo, disinstallato dall'automezzo e che si azionava per mezzo di un pulsante nella cabina di guida, è stato sottoposto a sequestro penale e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare la località e l'autofficina che ha provveduto ad installare il sofisticato congegno.

Alla luce anche dei tragici fatti accaduti qualche giorno fa nella tangenziale di Bologna, la polizia stradale assicura che "sarà particolarmente attenta nel perseguire violazioni riguardanti il trasporto professionale, i tempi di guida e di riposo, nonché le velocità che influiscono in maniera significativa sul tema della sicurezza stradale".