Tiangong 1 e una possibile caduta in Romagna? La Protezione Civile dell'Unione Valle Savio rassicura

Venerdì 30 Marzo 2018 - Cesena
Tiangong 1, primo modulo spaziale cinese, da marzo 2016 ha iniziato la discesa incontrollata verso la Terra

Preoccupazioni per la stazione spaziale cinese che sta per venire a contatto con l'atmosfera terrestre: “Interessamento del Cesenate ipotesi estremamente remota, ma nel caso ci attiveremo subito”

In questi giorni si parla della stazione spaziale Tiangong 1 che sta precipitando verso la Terra e qualcuno si è rivolto alla Protezione civile dell'Unione manifestando la preoccupazione circa un possibile interessamento del territorio cesenate. Si tratta di un'ipotesi estremamente remota e che probabilmente svanirà del tutto nelle prossime ore, visto il continuo evolversi della situazione. Comunque, per tranquillizzare tutti in merito a questa vicenda il Comune di Cesena (in particolare la Protezione Civile) ha ritenuto opportuno fornire una serie di informazioni.

Lanciata nel 2011, Tiangong 1 è il primo modulo spaziale cinese. Da marzo 2016 ha iniziato la discesa, lenta ma incontrollata, che si concluderà nei prossimi giorni. Ovviamente il suo percorso è costantemente monitorato dai sistemi di sorveglianza spaziale (l’Italia è coinvolta attraverso l’Agenzia spaziale italiana con il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera), ma a causa della complessità dell'interazione fra la stazione spaziale e l'atmosfera terrestre, solo nelle ultimissime fasi del rientro si potranno definire con esattezza il giorno e i luoghi coinvolti.

Per ora viene indicato, come possibile stima, l’orario delle 4,45 (ora italiana) del primo aprile, con una tolleranza di più o meno un giorno. Una stima confermata anche dalle prime previsioni ufficiali del sistema di sorveglianza spaziale americano. Per quanto riguarda il luogo, non ci sono indicazioni precise, se non quelle che individuano l’amplissima fascia compresa fra il 44° parallelo Nord e il 44° parallelo sud, costituita in gran parte da oceani e deserti, ma il cui raggio di impatto include anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e Italia.

La parte d’Italia interessata è quella centro-meridionale, che parte più o meno dall'Emilia Romagna (per l’appunto lambita dal 44° parallelo Nord) e scende verso il sud.

Come si vede le variabili sono tantissime e la possibilità che il territorio romagnolo venga interessato sono davvero molto ridotte, tenuto conto anche del fatto che nell’impatto con l’atmosfera la stazione spaziale si disintegrerà, e cadranno solo frammenti.

 

In ogni caso, qualora dovesse venire confermata come area di probabile caduta di frammenti della stazione la parte sud della Regione Emilia Romagna, le strutture di Protezione civile saranno immediatamente allertate per far fronte alle eventuali necessità, a cominciare da una adeguata e puntuale informazione alla popolazione. Nel caso, però, questo accadrà solo più a ridosso dell'evento e su conferma e indicazione della comunità scientifica che sta monitorando la situazione e delle autorità preposte. Per questo l'ufficio associato di Protezione Civile dell'Unione Valle Savio manterrà monitorato il flusso di informazioni proveniente dal Dipartimento di Protezione Civile sull'evolversi delle previsioni.

Anche ai cittadini si consiglia di mantenersi aggiornati attraverso i media, che saranno prontamente informati in caso di necessità.

 

A titolo informativo, inoltre, si riportano le misure di auto protezione indicate ai cittadini dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile (consultabili al link http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/norme_autoprot_tiangong.wp):

 

“Ricordiamo che eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi.

Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire, pur nell’incertezza connessa alla molteplicità delle variabili, alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di autoprotezione qualora si trovi nei territori potenzialmente esposti all’impatto:

• è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;

• i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;

• all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;

• è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto;

• alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. In linea generale, si consiglia a chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, di segnalarlo immediatamente alle autorità compete tenti”.